Categories:

Le 7 C della Comunicazione


Ti sei mai soffermato sul fatto che “non è possibile non comunicare”?

Recita così uno dei primi principi della comunicazione definito dallo psicologo austriaco Paul Watzlawick nel 1967. Se ci pensiamo, infatti, ogni persona, oggetto, istituzione comunica in continuazione qualcosa, qualcosa che siamo pronti a ricevere ed interpretare affinché il contenuto abbia un senso per noi.

Ma cosa vuol dire comunicare?

Semplicemente, la “comunicazione” è il processo che consente di trasmettere informazioni, ma per far sì che qualcuno sia interessato e coinvolto in ciò che diciamo bisogna che il contenuto sia efficace, fare in modo che il messaggio che io – emittente desidero comunicare all’altro – ricevente arrivi in modo da poter essere compreso. Per questo motivo è necessario considerare il “segnale di ritorno” che si riceve perché è chi ascolta che stabilisce se la comunicazione è efficace e comprensibile.

Questo vale anche per la comunicazione digitale: quando scriviamo un post sui social media, per esempio, vorremmo ricevere un feedback il più possibile positivo, molti likes, condivisioni, commenti e avere così visibilità.

Qualcuno, negli anni ‘70, ci aveva già pensato: si tratta degli studiosi S. Cutlip e A. Center che definiscono le 7 C della Comunicazione Efficace, principi ancora validi e attuabili. 

Esse sono:

  1.  Credibilità: la comunicazione nasce e si sviluppa in un clima di fiducia che è determinato dalla natura, dalla performance e dal comportamento dell’emittente, cioè chi manda il messaggio. Chi comunica deve riflettere un desiderio di servizio nei confronti del ricevente che deve essere messo nelle condizioni di comprendere a fondo il messaggio.
  2. Contesto: per comunicare in modo efficace è fondamentale prendere in considerazione il punto di vista del ricevente (necessità, stato d’animo, ecc.) e quindi il contesto generale in cui il messaggio viene erogato.
  3. Contenuto: è la parte fondamentale, poiché ha il compito attirare l’attenzione e di trasmettere il significato. Comunicando in modo corretto l’emittente acquista credibilità e aumenta la credibilità del messaggio che trasmette.
  4.  Chiarezza: un messaggio deve essere semplice e comprensibile. Comunicare in modo chiaro significa che le parole devono avere lo stesso significato per chi parla e chi ascolta: bisogna usare quindi una terminologia appropriata in base al tipo di pubblico con cui si ha a che fare per ridurre la possibilità di confusione del messaggio.
  5. Continuità/Coerenza: la comunicazione è un processo che non termina mai, necessita di ripetizione per essere compresa.
  6. Canali: è meglio utilizzare canali di comunicazione già attivi e funzionanti, che il ricevente utilizza regolarmente e che quindi conosce. Talvolta creare nuovi canali è rischioso poiché il ricevente dovrà comprendere e saper utilizzare il nuovo canale prima di concentrarsi sul messaggio.
  7. Capability of audience: i messaggi devono tener conto della ricettività del pubblico e del suo livello culturale. In questo modo i concetti e le informazioni sono più efficaci perché, utilizzando esempi vicini all’esperienza del ricevente, vengono assimilati facilmente e sono più comprensibili. Ciò implica il rispetto dei valori e della cultura dell’altro e l’uso di un registro linguistico adatto al pubblico di destinazione. La comunicazione è più efficace se richiede il minimo sforzo di interpretazione da parte del ricevente.


La prossima volta che ti capita di dover scrivere un post, una mail o un messaggio prova a tenere in considerazione queste 7 tips e noterai un cambiamento!


Fonti: