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Prima di iniziare a metterti all’opera, assicurati di aver letto la Parte I – Scegli e Crea, dove abbiamo dato qualche spunto su come scegliere il social media giusto per te, ma anche come pianificare e creare i contenuti!

1.  PERCHÉ

AMPLIA IL TUO PUBBLICO

Il mondo digitale, soprattutto i social media, ha lo straordinario potere di consentirti di essere un’istituzione culturale più inclusiva e di interagire con alcuni pubblici che normalmente avresti difficoltà a raggiungere. Diventa quindi uno strumento strategico utile sia per attirare le singole persone, potenziali nuovi visitatori, sia per affascinare altri eventuali stakeholders, come aziende private o altre istituzioni culturali, che potrebbero essere invogliate a collaborare ed essere per te nuove risorse.

Parliamo quindi di audience development, ossia della creazione di relazioni con nuovi pubblici.

Come? Ad esempio puoi usare gli hashtag, puoi invitare i tuoi follower a creare contenuti originali e condividerli sui loro profili oppure puoi valutare se attivare, a pagamento, la promozione di particolari contenuti.
Un’altra modalità molto efficace per ampliare il tuo pubblico è fare rete con altre istituzioni culturali o stakeholder strategici, magari tramite ricondivisioni e menzioni reciproche. In questo modo entrambi potrete godere di maggiore visibilità, sfruttando le vostre community, e attuando un potenziale scambio di pubblici.

2.  A CHI

COINVOLGI LA TUA COMMUNITY

I social media consentono di creare delle connessioni virtuali tra persone fisiche, dando vita a vere e proprie comunità. Per fare questo devi impegnarti a coccolare il tuo pubblico, a nutrirlo e creare interesse verso la tua istituzione culturale.

In questo caso parliamo di audience engagement: la costruzione della relazione con i propri pubblici attraverso il loro diretto coinvolgimento, grazie all’uso di diversi canali come ad esempio i quiz, i box per le domande, le dirette, i contenuti esclusivi per gli abbonati… hai solo l’imbarazzo della scelta!

Questo ti permetterà di fidelizzare i tuoi followers e, soprattutto, ascoltare la loro opinione e co-creare relazioni sociali in modo attivo.

Non dimenticare: un buon esercizio è osservare le istituzioni culturali con più esperienza per prendere ispirazione!

3.  QUANTO

MONITORA LE TUE PERFORMANCES

Ebbene sì, anche le attività sui social media vanno misurate!

Come? Utilizzando gli strumenti offerti direttamente dalle piattaforme, come gli Insights di Facebook e Instagram o gli Analytics di Youtube, per monitorare l’incremento dei tuoi followers e le interazioni con i tuoi contenuti (quanti mi piace hai ottenuto, quanti commenti e quante ricondivisioni).

Queste analisi di tipo quantitativo sono molto importanti per capire la rilevanza di ciò che crei, permettendoti di capire cosa piace al tuo pubblico e quindi di offrirgli contenuti sempre più pertinenti.

Un ulteriore livello è costituito dall’analisi di tipo qualitativo, ovvero ciò che la tua community crea autonomamente rispetto alla tua istituzione culturale: cosa viene pubblicato più frequentemente? Da chi? Quali reazioni o emozioni vedi suscitare verso la tua istituzione culturale?

In questo modo potrai valutare la tua reputazione digitale, ma anche comprendere e interpretare i desideri e le esigenze del tuo pubblico in un circolo virtuoso a vantaggio reciproco.

Fondamentale è quindi osservare se il piano di comunicazione che hai adottato sta portando agli obiettivi che intendevi raggiungere quando hai iniziato questa avventura… nel caso, puoi aggiustare il tiro! 

Vecchiato G., Manuale operativo di relazioni pubbliche. Metodologia e case history, Franco Angeli, Milano 2008;
Susana Smith Bautista, Museums in the digital age. Changing Meanings of Place, Community, and Culture, 2014;
Ana Luisa Sànchez Laws, Museum websites & Social media. Issues of Participation, Sustainability, Trust and Diversity, Museum and Collections, Volume 8, 2015;

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